Amoma chiude i battenti

Migliaia di clienti che avevano pagato una stanza senza più la prenotazione, e con poche certezze di riavere il denaro indietro. Il portale di prenotazioni alberghiere Amoma, con sede a Ginevra, ha chiuso i battenti con un comunicato apparso sul proprio sito internet, in cui si specifica che, con ogni probabilità, le prenotazioni effettuate dagli utenti verranno cancellate dai fornitori.

Risultato: per vedere la propria prenotazione garantita, i clienti dovranno rivolgersi direttamente all’hotel, mentre per gli importi già versati, la piattaforma invita i diretti interessati a contattare la propria assicurazione. Non solo: il portale svizzero se la prende con i colossi del mercato del booking alberghiero e con i metasearch, ritenuti i responsabili del fallimento dell’azienda svizzera. La loro colpa? Agiscono in modo sleale nei confronti degli altri attori del settore, si legge in una mail indirizzata dal management ai clienti in inglese, spagnolo e francese, in quanto concedono maggiore visibilità a quelle strutture che pagano di più per ricevere i clic.